Il Compromesso Storico (in italiano: Compromesso Storico) è stata una strategia politica italiana promossa principalmente da Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano (PCI), a partire dagli anni '70. L'obiettivo principale era quello di creare una convergenza politica tra il PCI, la Democrazia Cristiana (DC) e il Partito Socialista Italiano (PSI) per far fronte alla grave crisi economica e politica che affliggeva l'Italia in quel periodo, contrassegnata da terrorismo, instabilità governativa e crisi energetica.
La proposta di Berlinguer nasceva dalla convinzione che l'Italia, a causa della sua complessa storia e della sua divisione politica, necessitava di una collaborazione tra le principali forze politiche per garantire la stabilità democratica e il progresso sociale. Il PCI, pur essendo il secondo partito più grande d'Italia, era escluso dal governo a causa della sua ideologia comunista e della Guerra Fredda. Berlinguer riteneva che solo attraverso un accordo con la DC, il partito di maggioranza relativa e pilastro del sistema politico italiano, il PCI potesse aspirare a partecipare attivamente alla guida del paese.
Il Compromesso Storico si articolava in diverse fasi. Inizialmente, si concretizzò in una politica di convergenze parallele, con il PCI che offriva un sostegno esterno ai governi DC guidati da Giulio Andreotti, pur rimanendo all'opposizione. Questo sostegno, tuttavia, era condizionato alla realizzazione di riforme sociali e economiche che andassero incontro alle esigenze della classe lavoratrice. Successivamente, si auspicava la formazione di un governo di unità nazionale con la partecipazione diretta del PCI.
Le motivazioni dietro questa strategia erano molteplici:
Nonostante il sostegno iniziale di alcune figure di spicco all'interno della DC, come Aldo Moro, il Compromesso Storico incontrò forti resistenze sia all'interno della DC stessa, sia da parte degli Stati Uniti, che temevano l'influenza comunista in un paese strategicamente importante come l'Italia.
La tragica morte di Aldo Moro nel 1978, per mano delle Brigate Rosse, segnò un punto di svolta e contribuì in modo significativo al fallimento del progetto del Compromesso Storico. Sebbene la collaborazione tra PCI e DC continuò per un breve periodo, le divergenze ideologiche e le pressioni esterne portarono alla sua progressiva dissoluzione. La fine del Compromesso Storico coincise con un periodo di declino per il PCI e con l'emergere di nuove forze politiche.
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